Mi chiamo Alessio Paduano, sono nato a Napoli, il 4 agosto 1984.
Ho studiato un anno a Parigi presso la Université Paris VII – Denis Diderot grazie ad una borsa di studio.
Nel 2007 collaboro come redattore e fotografo con vari quotidiani italiani. Nel 2009 mi sono laureato in Sociologia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II con una tesi in giornalismo. Nello stesso anno ottengo l’iscrizione all’Albo Nazionale dei Giornalisti Pubblicisti. Nel 2012 mi diplomo in fotogiornalismo presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Alcuni miei lavori sono stati esposti al PAN-Palazzo Arti Napoli (Italia), Castel dell’Ovo (Napoli, Italia), Biennale di Bibbiena (Italia), Palm Spring Photo Festival (California) e Tel Aviv Photo Fair (Israele). Le mie foto sono state pubblicate dai maggiori quotidiani e magazines nazionali e internazionali tra cui D-La Repubblica, Rolling Stone, Sportweek, Internazionale, The Guardian, The Wall Street Journal, Time, Newsweek. Ho realizzato reportage fotografici in Italia, Romania, Tunisia, Egitto, Polonia, Ucraina e Grecia.
Quando hai iniziato a fotografare e perchè?
Da piccolo durante i viaggi ero quello che portava sempre la macchina fotografica. Ero ossessionato dalla necessità di registrare tutto quello che vedevo e i posti che visitavo. La molla però é scattata quando mio padre mi ha regalato una vecchia analogica, una Canon AV-1. Era credo il 2009. Da allora e dopo aver completato il biennio specialistico di fotogiornalismo all’Accademia di Belle Arti di Napoli, posso dire di aver iniziato ad utilizzare la macchina fotografica con più coscienza e consapevolezza.
Il tuo / i tuoi generi fotografici?
Direi che é il fotogiornalismo, ma sono interessato molto anche al ritratto.
La tua giornata tipo?
Non ne esiste una, può succedere sempre di tutto. In linea di massima però, se non ho impegni o appuntamenti mi sveglio verso le dieci, faccio colazione (mi serve una macchinetta di caffè per riprendermi del tutto), accendo il computer, controllo la posta elettronica e cerco di capire cosa succede nel mondo. Se non ho eventi da seguire e quindi non devo uscire per fotografare, mi dedico all’editing dei lavori svolti, alla post-produzione, provo a mettere ordine nei miei hard disk, invio proposte e cerco di farmi venire buone idee per lavori futuri.
Puoi raccontarci la fotografia più importante della tua carriera o quella a cui tieni di più?
Non me ne viene in mente una, forse perché non c’é. Più che una fotografia in particolare, mi vengono in mente i volti delle persone che ho fotografato in questi anni, la sofferenza e il dolore della gente. Queste cose non le dimentichi e finisci per viverle di riflesso un pochino anche tu.
Cosa c’è dentro la tua borsa fotografica?
Di solito una Canon 6D, un 24-105mm
, un 20mm
, batterie
di riserva, schede di memoria
, una chiavetta internet
, un taccuino
se ho qualcosa da annotare, il carica batteria dello smartphone che può sempre tornare utile e un corpo macchina di riserva per le emergenze. Altre cose le lascio a casa.
Cosa pensi di aggiungere a breve nella borsa e cosa invece pensi di dare via?
Penso di aggiungere un 28mm e una macchina fotografica istantanea
. Non penso di dare via niente.
Il sito di fotografia che visiti più spesso?
Quasi tutti i giorni quello di Internazionale, che dedica molto spazio alla fotografia.
Ma visito anche molti siti di agenzie fotografiche.
Grazie Alessio!
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