Mi chiamo Andrea Scirè, ho quasi 37 Anni e sono Siciliano. Vivo a Palagonia, un piccolo paesino, in provincia di Catania dove tutto scorre lentamente e dove ancora si respira quella sicilianità raccontata nei film.
Lavoro come Creative Web Designer presso un’agenzia pubblicitaria di Catania, e collaboro con scuole ed enti privati come Certified Adobe Instructor per corsi di comunicazione visuale con le suite Adobe.
La mia finestra sul mondo è il web; il mio lavoro si divide tra il mio studio e l’agenzia, per il resto osservo lo scorrere del tempo dalla finestra dietro il mio mac. Quando esco da casa, fotografo.
Amo la street photography e divulgare ogni mia piccola esperienza attraverso il blog fotostreet.it, che stranamente è divenuto uno dei blog di street photography più seguito in Italia. Faccio parte del collettivo dei 20 fotografi di Italian Street Photography e per il resto mi diverto a raccontare la normalità a chi è troppo indaffarato per fermarsi a osservarla.
Quando hai iniziato a fotografare e perchè?
Ho sempre avuto un’attrazione per la fotografia, mia madre aveva una FE2 della Nikon con un 50mm f1,8 (obiettivo che ancora uso), utilizzata per foto di famiglia e viaggi; mi era proibito toccarla, era una cosa da grandi!
Comprai la prima macchinetta nel 2003, era una piccola nikon coolpix 3100 che si nascondeva nel palmo di una mano e iniziai a studiare… penso di non essermi mai fermato. Negli anni a seguire, gli studi, la laurea in Biologia e un Master a Milano in comunicazione mi fecero approdare per alcuni mesi in Africa.
Li mi cambiò la vita. Nei mesi africani, entrai a stretto contatto con svariate tribu, ne approfondii usi e costumi, ne divenni amico e iniziai a documentare… mi innamorai del reportage, mi innamorai della spettacolarità del quotidiano, dei gesti semplici e dell’emozione della vita.
Il tuo / i tuoi generi fotografici?
Mi piace raccontare, far vedere, far riflettere. Mi piace mostrare quanto sia spettacolare la normalità, quanto sia eccezionale la vita di ogni giorno. Il mio genere fotografico principale è la Street Photography, non per scelta ma per indole. Stare in strada e cogliere piccoli frammenti di vita, mi genera una sensazione di piacere; vengo investito da un turbinio di emozioni che trovano il loro culmine nella chiusura dell’otturatore. Adoro il reportage e la documentazione, la spontaneità e i difetti della gente.
La tua giornata tipo?
Mi alzo, mi siedo davanti al computer, creo; pranzo, mi risiedo davanti al computer, creo. Colmo ogni momento di pausa con un buon libro di fotografia di qualche sconosciuto autore, la rimanente parte del mio tempo la dedico all’editing degli scatti e alla scrittura di nuovi articoli su fotostreet.it.
Puoi raccontarci la fotografia più importante della tua carriera o quella a cui tieni di più?
Non c’è una fotografia in particolare, più che altro delle mie foto mi piace il ricordo dell’emozione che mi ha portato allo scatto. Da questo punto di vista una delle foto che mi sconquassa il cuore ogni volta che la guardo è questa:
La serie a cui appartiene ha anche vinto una menzione d’onore al PX3 de Paris nel 2014. Era la festa del Santissimo Salvatore, santo patrono del mio paesino d’origine (Militello in val di Catania), nell’aria si respirava passione, orgoglio, fervore… volevo stare dentro la scena… sempre più dentro; riuscii ad infilarmi quasi sotto il Santo, la gente gridava, esultava, ognuno esternava in quei gridi la propria devozione. Venivo quasi schiacciato dalla gente, alzai il braccio, aspettai, Click!
Cosa c’è dentro la tua borsa fotografica?
Sempre meno cose! Mi piace viaggiare leggero, dunque preferisco ottiche fisse e poco spinte, uso le gambe come zoom. Alterno il digitale con la Pellicola, dunque quando non ho la mia Yashica GSN con un paio di rulli, nella mia borsa ci sono le seguenti cose:
• Fuji X-E1
• XF 14mm f2.8 (praticamente sempre montato)
• XF 35mm f1.4
• Schede di memoria
• Corda per flash esterno
• Flash EF-X20
• Tante batterie
• Taccuino per appunti, scarabocchi, note + Penna
• Fischietto (non chiedetemi perché)
• Bigliettini e liberatorie precompilate (non si sa mai)
• Alcune volte, una GoPro Hero 3+ con relative batterie
e telecomando
• Panno di pulizia e asciugatura in caso di pioggia
Cosa pensi di aggiungere a breve nella borsa e cosa invece pensi di dare via?
Penso di sostituire la Fuji X-E1 con la X-Pro2 (quando uscirà), per il momento l’unica cosa che sto per aggiungere è una Ricoh GR
. Considero le macchine fotografiche solo un mezzo espressivo, i loro limiti sono stimolanti per la mia creatività.
Il sogno di sempre, una Leica M6 con un bel 35mm, ma aspetto una mia maggior maturità fotografica.
Il sito di fotografia che visiti più spesso?
Photovogue, Mi piace nutrirmi della visione fotografica altrui, imparo da ogni singolo scatto. Trovo stimolanti i duri processi di selezione e li ritengo formativi per la propria personale visione. Altri siti che frequento spesso sono:
▪ world-street.photography/en
▪ www.erickimphotography.com
▪ www.bazaarinruins.com
▪ www.webbnorriswebb.co
▪ www.italianstreetphotography.com
▪ Flickr e vari social network
▪ http://www.urbanpicnic-streetphotography.com/
Abbiamo visto che sei un grande amante e conoscitore della Street Photography. Com’è nata l’idea di Fotostreet?
Vi è mai capitato di scoprire una cosa bella e volerla raccontare a tutti?
Ecco questo è quello che mi ha portato a creare fotostreet. Non mi piace chi trattiene la propria conoscenza per se, ritengo che la condivisione delle informazioni e la loro divulgazione, porti ad una comune crescita. Inoltre ho notato che più scrivo, più mi scrivono, più il mio approccio diventa critico e mi porta ad un continuo approfondimento. Paradossalmente divulgare le mie scoperte e le mie esperienze mi sta portando a farne ancora di più nuove e a scoprire aspetti della fotografia che obiettivamente non avevo considerato in precedenza.
Grazie Andrea!
Link:
Fotostreet
PhotoVogue
Flickr
Italian Street Photography
World Street Photography