Sono Matteo Coltro, di 31 anni, nato e cresciuto a Busto Arsizio (esatto Busto Arsizio), laureato in economia e attualmente di professione fotografo ambulante.
Quando hai iniziato a fotografare e perchè?
Ho iniziato a fotografare abbastanza tardi durante gli ultimi anni di università. E’ iniziato tutto perché ero curioso di sapere cosa nascondevano le lettere “PASM” sul selettore della reflex, da quando l’ho scoperto ho capito che da “grande” avrei voluto fare il fotografo.
Il tuo / i tuoi generi fotografici?
Dall’inizio mi sono occupato di fotografia di matrimonio. E’ un’ottima palestra che mi ha permesso di sperimentare molto e di sviluppare uno stile personale che oggi applico trasversalmente a più generi di fotografia legati al ritratto, al lifestyle e alla moda.
La tua giornata tipo?
Non esiste per me una giornata tipo, dipende dal periodo dell’anno e dai servizi che ci sono, varia quindi di giorno in giorno. Non avere una routine è una delle cose che amo moltissimo di questo lavoro, anche se a volte è destabilizzante.
Puoi raccontarci la fotografia più importante della tua carriera o quella a cui tieni di più?
Col tempo e grazie alla fotografia di matrimonio ho preso consapevolezza dell’importanza della fotografia come memoria, concetto che è perfettamente sintetizzato in “VISUAL LEGACY”, parole che ho sentito pronunciare ad un workshop di fotografia di matrimonio da Fer Juaristi, un fotografo che è per me di grande inspirazione.
In questa foto ci sono i miei genitori, fotografati su una vespa prima di un raduno anni “60”. L’ho scattata con l’unica macchina che avevo a disposizione in quel momento in casa, una macchina analogica. La pellicola scaduta B/N a grana grossa ha sicuramente regalato ancora più atmosfera alla foto.

Cosa c’è dentro la tua borsa fotografica?
Da un anno ho abbandonato il sistema reflex a favore delle mirrorless. Le prestazioni di queste macchine sono notevolmente cresciute negli ultimi anni e le loro dimensioni mi permettono di lavorare leggero e in maniera più discreta. Non ultimo mi divertono di più. Nella mia borsa ci sono ora una Fujifilm X-T2 con un 56mm 1.2 (equivalente 85), una X-Pro2 con l’ottica che utilizzo di più, il 23mm 1.4 (equivalente 35mm) e una X-T10 con il 27mm, perfetta come corpo di backup, ottima per i viaggi e come macchina da ogni giorno visto le dimensioni. A corredo ci sono un illuminatore led, un tubo di prolunga, un piccolo prisma e un anello di metallo per qualche “effetto creativo”, tante batterie e schede di memoria.
Cosa pensi di aggiungere a breve nella borsa e cosa invece pensi di dare via?
Una mirrorless medio formato.
Il sito di fotografia che visiti più spesso?
Grazie Matteo!
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